Associazione Calicanto · Scuola privata in Ticino

Iscrizioni aperte · apertura 7 gennaio 2027

IL MODELLO

Una Second Chance School per il Ticino

La prima scuola, senza il manuale d'uso. Non una scuola alternativa, ma un ponte: verso il rientro negli studi, verso qualifiche riconosciute, verso il mondo del lavoro.

Si parla molto di dispersione scolastica, ma spesso immaginiamo un fenomeno che non corrisponde più alla realtà. Per molto tempo l'abbandono è stato associato a situazioni di disagio economico o familiare. Oggi non è più così: sempre più spesso interrompono il percorso ragazzi di famiglie attente e presenti, giovani intelligenti e curiosi che non riescono più a trovare un senso nel percorso che stanno vivendo.

Le ragioni sono molte: chi ha scelto una professione troppo presto, chi scopre che il percorso non corrisponde ai propri interessi, chi a quindici o sedici anni non è ancora pronto, chi fatica con percorsi troppo rigidi, chi semplicemente perde motivazione.

I numeri del Ticino

L'ultimo dato disponibile (rapporto GO95, 2022) parla di circa 350 ragazzi che ogni anno interrompono la scuola secondaria di II grado in Ticino senza avere alternative strutturate. Nel sistema duale, uno dei punti di forza della formazione svizzera, circa un apprendista su quattro interrompe l'apprendistato prima del titolo. Molti non abbandonano del tutto, ma attraversano periodi di inattività e faticano a ritrovare una direzione.

Un'idea nata in Europa

Nel 1995 la Commissione Europea lanciò un progetto sperimentale per un nuovo tipo di scuola rivolto a chi aveva interrotto gli studi: nacquero così le Second Chance Schools. Oggi il movimento è diffuso in tutta Europa; la Francia ne è un esempio significativo, con una rete di oltre cento Écoles de la Deuxième Chance collegate al mondo delle imprese. Lo studio della Commissione su quindici esperienze in dieci Paesi conclude che non esiste una "ricetta" unica, e che queste scuole non vanno copiate, ma adattate al sistema in cui si inseriscono.

Per il Ticino: costruire ponti

Il nostro Cantone ha un sistema educativo solido, ma quando un giovane interrompe il percorso le possibilità di rientro sono spesso limitate, e ripartire da capo è un ostacolo pratico e psicologico. Il punto non è creare una scuola diversa, ma costruire ponti: verso il rientro nei percorsi scolastici, verso qualifiche internazionali riconosciute, verso il mondo del lavoro.

I quattro pilastri

01

Accoglienza e individualizzazione. Un percorso personalizzato verso il reinserimento, con obiettivi tangibili (portfolio, esami di ammissione, licenza di scuola media da privatista) e obiettivi personali (costanza, focalizzazione, lavoro in gruppo).

02

Didattica pratica attorno all'imprenditoria. Non per forza per formare imprenditori, ma per sviluppare competenze richieste in ogni professione: autonomia, iniziativa, collaborazione, pensiero critico, capacità di costruire un progetto.

03

Legame costante con il mondo del lavoro. Accordi con imprese, professionisti e realtà del territorio (tra cui ImprendiTI), perché ciò che si impara resti rilevante e porti esperienze orientative.

04

Una qualifica riconosciuta per chi prosegue. Un biennio che porta a un diploma professionale estero (BTEC), senza dover ripercorrere integralmente il sistema tradizionale. Il diploma BTEC →